Le Perle di Patry

Perle di saggezza e cazzate con le Perle

Lettera ad una futura madre

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Da donna a donna. Da una madre ad una futura madre.

Dedicato ad una persona speciale.

Un bambino non è una scelta. E’ un atto d’amore. E come tale porta amore e vuole amore. Incondizionato. Essere mamma è una missione importante e unica.  La tua vita, cambierà radicalmente con la sua nascita. E la sua nascita non sarà una passeggiata. Niente sarà più come prima. Niente. Lui verrà sempre prima di tutto, e prima di tutti. Anche prima del tuo compagno. E questo potrà creare incomprensioni, contrasti, allontanamenti. Tutto dipenderà da te, e dalle tue capacità di saper tenere separati il ruolo di mamma, da tutti gli altri ruoli. Ricordati però che se non stai bene tu, non staranno bene nemmeno le persone vicino a te. Tutti vorranno insegnarti come si deve fare. E tutti ti diranno una cosa diversa. Ma il mestiere di mamma non si può insegnare. Si può solo vivere. Manda tutti all’inferno e ascolta solo il tuo cuore, perché solo il tuo cuore ti farà fare la cosa giusta. Un figlio è un atto di coraggio, e di coraggio ne dovrai avere da vendere, per crescerlo,  per difenderlo, per educarlo, per proteggerlo. Ricordati che tuo figlio sta vivendo le tue stesse emozioni, e quando nascerà rivedrai in lui, tutto quello  che hai vissuto in questi nove mesi.  E così sarà anche dopo la sua nascita. Perché c’è un legame sottile tra madre e figlio che nessuno può vedere. E che nessuno può eliminare. Le tue lacrime, saranno i suoi raffreddori, la tua rabbia saranno le sue infiammazioni. Le tue paure saranno i suoi ostacoli. Le tue certezze, saranno le sue vittorie. E così sarà sino all’età dell’adolescenza. Il tuo compito è quello di insegnargli la vita. Dovrai insegnargli il rispetto, prima di tutto  per se stesso; dovrai insegnargli a rialzarsi dopo una caduta. A non mettersi mai in ginocchio per nessuno. Dovrai rimproverarlo in privato, e  difenderlo in pubblico. Ma non chiudere mai la porta a tuo figlio, perché non farai male a lui ma a te stessa. E saranno cicatrici che ti resteranno in eterno. Ricordati che i figli non si fanno per noi stessi, ma per il mondo, e fai in modo che i tuoi giudizi o pregiudizi non influenzino mai le sue scelte. Accompagnalo anche nei suoi errori, perché è da quelli che imparerà le cose giuste. E poi dovrai dargli le ali. Per volare in alto. Verso i suoi sogni.

Anche se,  sarà lontano da te.

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Il corpo grida i nostri disagi.

Come ho già detto in altri articoli, dolori e malattie non sono altro che una manifestazione esterna dei nostri disagi emotivi, trascurati per molto tempo. Il nostro organismo può mostrarci il problema con esattezza, manifestando sul nostro corpo uno specifico stato emotivo da risolvere. Ecco alcuni esempi su cui riflettere.

Dolori muscolari. Rappresentano le nostre capacità di muoverci nella vita. Meno siamo flessibili con le nostre esperienze, sul lavoro. in famiglia, e soprattutto con noi stessi, maggiori saranno i dolori muscolari, che ci impediranno di “fletterci”.

Testa. Il mal di testa, indica per lo più, i nostri processi decisionali. Il dolore compare molto spesso quando prendiamo una decisione, ma non si agisce in tal senso. Il mal di testa comunque è anche legato alle intolleranze alimentari, e anche qui scoprendo l’alimento al quale siamo intolleranti, si può scoprire il nostro disagio emotivo.  Ad esempio il latte indica il “materno”, quindi a tutti i problemi madre/figlio e viceversa. Le vertigini arrivano invece quando si ha paura delle brutte figure, paura di essere ridicoli o di perdere il controllo (la testa). Infatti le vertigini sono un fenomeno ambivalente, in bilico tra sicurezza e paura, tener duro o lasciarsi andare ma essere terrorizzati dalle conseguenze. Chi soffre di cervicale invece, generalmente è dominato da una grande ostinazione, e una scarsa cedevolezza nei confronti delle proprie emozioni, al desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. Questi tipi di sofferenza si legano frequentemente a un eccessivo dominio del “mondo” della testa (razionale) sugli istinti. Cisti: Indicano persone chiuse in antichi rancori, in sofferenze e vecchi risentimenti, persone che hanno il processo evolutivo bloccato. Cellulite:  blocco della creatività e delle emozioni. Persona che si svaluta sul piano estetico e che si lascia influenzare facilmente. Herpes: oltre a indicare un momento di grande stress, si riscontra nelle persone in cui la collera è rimasta a fior di pelle. Tale sentimento è stato al punto di essere espresso ma poi, all’ultimo momento, è stato bloccato, trattenuto.

Ricordiamoci comunque, che ogni essere umano è diverso da tutti gli altri. Non esiste una regola che si possa estendere a tutti in maniera uniforme, possiamo però ascoltare i messaggi inequivocabili del corpo. Il corpo non solo avverte, ma protesta che stai “NASCONDENDO” emozioni, tensioni e stress.

La medicina tradizionale cura la malattia. Ma per una completa guarigione bisogna anche curare anche l’anima.

Le Mie Regole

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Nella vita ci sono sempre delle regole da rispettare. E per una ribelle come me, è sempre stato difficile rispettare quelle che mi sono state imposte, soprattutto perchè non ho mai tollerato l’idea che devono essere gli altri a indicarmi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per me. Queste catene “imposte”, mi hanno sempre portato a stati di ansia, depressione, attacchi di panico che galleggiavano nella mia mente tra i sensi di colpa e la ribellione, tra il “faccio come cazzo mi pare” e il “tutti ce l’hanno con me”. E con tutti questi pensieri che tagliavano nella mia mente,  venivano fuori varie malattie psicosomatiche che mi torturavano il corpo. Malattie che, con il senno di poi  ho capito, altro non erano che chiari messaggi per attirare l’attenzione su di me, per cercare l’approvaziane dagli altri, per ciò che non approvavo di me stessa.  Già, perchè ansia, depressione, attacchi di panico, non sono altro che l’eccesso di mancanza di autostima. E quando non hai autostima non hai niente.

Poi la svolta. Grandi cambiamenti positivi nella mia vita, che comunque hanno portato tante cose negative,  hanno accentuato tutti i miei problemi. Ma si sa, dobbiamo toccare il fondo per darsi la spinta giusta per poter riemergere. O come dico sempre io, quando l’allievo è pronto il maestro appare. E il maestro è apparso. Anzi La Maestra. Quasi quattro anni. Un impegno non indifferente. Quasi quattro anni, per essere una donna libera. Libera da se stessa e dai suoi fantasmi. Libera di essere quella che sono, senza sensi di colpe, e seghe mentali. Libera di scegliere, libera di amarsi. Non ringrazierò mai abbastanza la Dott.ssa Celli, per ciò che è riuscita a fare con me. Non finirò mai di ringraziare la mia psicologa, che per quattro anni mi ha accompagnato nella mia metamorfosi, insegnandomi ad avere un’opinione diversa di me stessa, insegnandomi ad essere quella che realmente sono, e non quella che gli altri vogliono.  Non finirò mai di ringraziare la mia Dottoressa, per avermi aperto la mente e avermi reso una donna libera. Perché con lei ho imparato, che niente è impossibile. Molti pensano che andare dallo psicologo sia quasi una vergogna, in quanto è ammettere di avere dei problemi. O come dicono dalle mie parti ” dagli psicologi ci vanno i grulli”.  Ebbene, sono strafelice di essere stata grulla. Ma adesso sono io che faccio diventare “grulli” gli altri. Perchè io sono Felice.

A chi mi dice che io sono solo una persona fortunata, rispondo che, si è vero, Io Sono Una Persona Fortunata.  Ma la mia fortuna me la sono costruita con le mie mani, con il mio sudore. Con Il Mio Dolore. Giorno per giorno, cadendo, rialzandomi. Piangendo, lottando, a volte anche sputando sangue. Ma a combattere le battaglie più difficili, sono sempre stata da sola. Certo che sono una persona fortunata. Perchè ho tutto quello di cui ho bisogno per essere felice. Me Stessa. Perchè la Mia felicità, non può dipendere da nessuno. Altrimenti non sarebbe la Mia. La Mia felicità, dipende solo da me stessa.

Torniamo alle regole. Le Mie Regole. Regole che ho coniato sulla mia pelle, che mi hanno comunque lasciato cicatrici ma mi hanno reso più forte. Regole che hanno fatto di me una guerriera. Perchè non c’è motivo migliore che combattere per se stessi.  Regole che sono i miei comandamenti.

Regola N.1 

Prima di me stessa non c’è nessuno.

Regola N.2 

– Selgo io per prima. Non devo dare agli altri la possibilità di scegliere per me.

Regola N.3 

– Chi segue gli altri non sarà mai primo.

Regola N.4 

– Non permettere che il giudizio degli altri, ti faccia giudicare qualcuno.

Regola N.5

  – Conta sempre fino a 10, poi spara.

Regola N.6 

– Non andare contro ciò che detesti, ma vai incontro a ciò che desideri.

Regola N.7 

– Meglio chiedere scusa dopo, che il permesso prima.

Regola N.8 

– Per camminare sempre a testa alta, bisogna saperla abbassare.

Regola N.9 

– Non raccontare mai i cazzi tuoi, a chi ti racconta quelli degli altri.

Regola N.10

– Rendi sempre il doppio di ciò che ti viene dato.

La vita va vissuta. La vita è Unica, come unici sono i suoi giorni, i suoi momenti. Ed ogni momento vale la pena di assaporarlo sino in fondo perchè non ritornerà. Ogni lasciata è persa. Ed io ho deciso di non lasciare niente. Perchè io Sono VIVA

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Rieccoci a Natale

ALBERO

Già, rieccoci a Natale. Essendo atea, contrasto molto le feste religiose. Ma adoro l’atmosfera natalizia, perchè le persone a cui voglio bene la vivono con entusiasmo, e io adoro vederle contente. La tradizione dell’albero, e come sempre il nostro è alternativo: quest’anno l’abbiamo decorato con gli origami.  Il presepe, che nonostante vorrei non averlo in casa, (sempre per ovvi motivi di ateismo) devo riconoscere che Enrico e Maya, questa volta hanno fatto un bel lavoro. Regali e regalini da incartare, perchè come tutti gli anni dico di non fare niente a nessuno e poi sempre di più dell’anno precedente.

Insomma, cerco di vivere al meglio questo periodo, godendomi ogni cosa. D’altra parte, non si può sempre essere contro. Si consuma troppa energia a contraddire sempre tutto. Si lo so, che ci sono persone  che non hanno nulla da festeggiare,  per svariati problemi, in primis la salute. E ce ne sono anche nella mia famiglia, purtroppo. E si potrebbero elencare, decine e decine di situazioni, per cui sarebbe bene che il Natale non arrivasse mai. Ma so anche, che non è perchè io sono allegra per questa atmosfera,  che gli alri hanno problemi. E so anche che, se evito di essere allegra, gli altri hanno sempre gli stessi problemi.  So benissimo, che la vita è una ruota che gira, e che anche io potrei ritrovarmi in una brutta situazione. In fondo, ho già passato un Natale (2004)  sola come un cane, ma non per questo maledivo le persone che erano felici.  E’ una forma di egoismo la mia? No. E’ un modo di vivere la vita. Per qualcuno può essere sbagliato.  Preferisco essere sincera che essere una finta buonista: ce ne sono già troppi in giro.

Io comunque, faccio gli auguri. Poi, come dice un mio contatto FB, che tra l’altro stimo, c’è sempre qualcuno che s’incazza, per un motivo o per un altro. Quindi, fate come credete, io ve li faccio, e con il cuore,  se non li volete però non rompete i coglioni.

BUON NATALE.

 

 

 

FESTA A SORPRESA (con sorprendente dichiarazione finale)

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Eh si! Le feste a sorpresa mi piacciono da morire. Mi piace l’emozione che trasmettono mentre le crei, le plasmi, le organizzi. Si, perchè io sono quella a cui piace organizzarle.  E quest’anno mi sono divertita un sacco, con la prima organizzata a giugno, a Correggio. E’ stata davvero fantastica.  Ma quella di sabato ha superato tutte le aspettative. Ho superato davvero me stessa. in tutto!

Dunque, il 4 dicembre è il compleanno del mio compagno. Da tempo avevo pensato di regalargli una bella festa a soprpresa, ma non è facile con lui. Magari all’ultimo minuto arriva e ti dice: questo fine settimana andiamo a Milano alla fiera. (Cazzo, l’Artigiano in Fiera c’è sempre in questo periodo). Ma quest’anno ero intenzionata più che mai. Da metà ottobre, avevo già cominciato a contattare alcuni amici. L’idea era quella fargli trovare tutti all’interno del ristorante dove si sarebbe svolta la cena. Poi il colpo di genio. Una mattina, una collega parlava della caccia al tesoro, in giro per la città,  che aveva  organizzato per la sorella, facendole trovare i regali di compleanno. Wow. Che idea! . E quando mi si accende la lampadina, non mi ferma nessuno. Divento una macchina da guerra. CACCIA AL TESORO.  E caccia al tesoro sia. Con qualche variante: i tesori da trovare dovevano essere tutti gli amici che avrebbero partecipato alla cena. Pronti? Attenti? Via.    Esattamente 11 giorni prima della data fissata per la cena a sorpresa, ho creato il gruppo dei partecipanti su wa. A tutti ho chiesto di indicarmi un indizio, che il festeggiato avrebbe collegato ad ognuno di loro.  Ed è cominciato il mio lavoro. In giro per il paese ho cercato  “i nascondigli”. Fatto l’itinerario, in modo che non si potessero incontrare “i tesori”. Ho fatto delle buste, dove all’esterno avevo incollato la foto o  il disegno dell’indizio, all’interno le indicazioni per trovare il nascondiglio. Non ho dormito per giorni, ma ne è valsa la pena. A lui avevo detto che saremmo andati a cena fuori, in un locale dove facevano una cena con spettacolo. Non ha mai sospettato di nulla, Ah questi uomini!

E’ arrivato il giorno. Tutto era pronto. Si avvicinava l’ora X, ed io non stavo più nella pelle, per l’emozione e per paura che qualcosa andasse storto. Poco prima della partenza, mi sono chiusa in bagno in preda al panico totale: ho cominciato uno spippolamento da urlo su wa, con tutti gli amici. Se non mi è preso un infarto è stato un miracolo. Ok.. Ci siamo. pronti sulla porta per uscire. La prima busta. Quella con le istruzioni. Messaggio su wa: siamo partiti.

E’ stato fantastico vederlo così emozionato e impacciato. Ma la sorpresa finale, è stata degna dei migliori romanzi d’amore. Ed è stata una sorpresa anche per me, perchè non era premeditata. Arriva il momento della torta. Gli avevo fatto preparare una torta a forma di diamante. con scritto sopra: Un Diamante è Per Sempre. Mi ero preparata un bel discorso da fare, su di noi, su come mi ritengo fortunata a essere al suo fianco, ecc ecc. Ma dalla mia bocca è uscito tutt’altro ( e mi sono fregata).

E così, davanti a tutti gli amici, e davanti agli altri clienti del ristorante sono riuscita solo a dire (ma quanto avevo bevuto?!?!) :

“Tu, già me lo hai chiesto tre volte, ed io ti ho sempre risposto di no. Stasera sono io che te lo chiedo: MI VUOI SPOSARE?”

E tra gli applausi la sua emozione, che scendeva giù dagli occhi.

La dieta “disintossicante” per le “intolleranze”

La dieta, ormai è diventata una moda. Tutti, nella vita, prima o poi, la devono fare: chi per un motivo serio, chi per scherzo.  C’è chi si affida a medici esperti del settore, che il più delle volte sono esperti solo nel fregarci soldi, c’è chi si affida a consigli di amici e conoscenti, chi si inventa la dieta personale.  Tralasciando i problemi di salute, per i quali bisogna ricorrere, senza ombra di dubbio, al medico, credo personalmente, che per essere in forma, basterebbe alimentazione varia, attività fisica (compresa quella sessuale!!!) e rilassamento mentale.

Sinceramente non ho mai avuto problemi di sovrappeso, e comunque, quei chili in più, che si accumulano con il passare degli anni, non li ho vissuti come un problema. Il mio vagabondare nel mondo delle diete è cominciato dal fatto che alcuni alimenti mi davano vari disturbi. Così mi sono affacciata nel mondo delle intolleranze alimentari. Sembra che queste,  non siano riconosciute dalla medicina tradizionale, tranne la celiachia, e sinceramente non voglio nemmeno addentrarmi in un argomento sul quale non sarei in grado di esprimermi. Solo che io, non credo molto nella medicina e nei medici, quindi, svariati anni fa, ho cominciato a informarmi sui metodi alternativi, e sono andata a farmi il test sulle intolleranze alimentari, trovando subito giovamento, sul mio benessere fisico, escudendo gli alimenti che erano risultati non compatibili con il mio organismo,  e nel corso degli anni, svariate volte, sono ricorsa a questi test.

Navigando sul web, ho trovato una “dieta” per le intolleranze alimentari, che ho voluto provare, e che ormai ripeto a cadenza regolare. La caratteristica fondamentale è che i cibi vanno associati secondo un criterio preciso che rispetta la loro suddivisione in famiglie biologiche o gruppi. I cibi appartenenti alla stessa famiglia o gruppo, vanno assunti ogni 4 giorni,”a rotazione”. Ogni ciclo alimentare è composto quindi di 4 giorni. La stessa vale per i gruppi alimentari. Se il primo giorno a pranzo  si consumano i latticini, nei 3 giorni seguenti non si potrà mangiare carne di bovino che appartiene allo stesso gruppo, ma si potrà assumere solo dopo 4 giorni.

LE FAMIGLIE BIOLOGICHE

GRAMINACEE: avena, bambù, canna da zucchero, farro, gramigna, grano, grano saraceno, mais, malto, miglio, orzo, riso, segale.

ROSACEE: albicocche, ciliegie, cotogne, fragole, lamponi, mandorle, mele, more, nespole, pere, pesche, prugne, susine.

SOLANACEE: cayenna, melanzane, paprica, patata, peperoncino, peperone, pomodoro, tabacco. RUTACEE: arancia, bergamotto, cedro, chinotto, lime, limone, mandarino, pompelmo.

CRUCIFERE: cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cavoletto di Bruxelles, cavolfiore, cavolo verza, crescione, mostarda, rapa, ravanello, rucola, senape bianca.

CHENOPODIACEE: barbabietola da zucchero, bietole, bietolone rosso, spinaci, porri.

OMBRELLIFERE: anice, carota, coriandolo, cumino, finocchio, prezzemolo, sedano.

LABIATE: basilico, maggiorana, origano, rosmarino, timo.

LEGUMINOSE: arachidi, ceci, carrube, fagioli, fave, lenticchie, liquirizia, lupini, piselli, soia, tamarindo. CUCURBITACEE:cetriolo, cocomero, melone estivo e invernale, zucca, zucchina.

COMPOSITE: camomilla, carciofo, cicoria, girasole, lattuga.

MUSACEE: banane.

VITACEE: ribes nero e rosso, uva spina, uva rossa e bianca.

LILIACEE: aglio, asparagi, cipolla.

LAURACEE: alloro, avocado, cannella.

I GRUPPI ALIMENTARI

GRUPPO 1: aceto, Funghi, lievito di birra, lievito per il pane, muffe.

GRUPPO 2: carne di maiale, lardo, strutto, salumi, prosciutto.

GRUPPO 3: latte, latticini, bovini, agnello, salumi contenenti lattosio.

GRUPPO 4: uova, pollo, galletto, faraona.

GRUPPO A SÉ PESCI: rombo, spigola, cernia, pesce spada, orata, dentice, nasello, palombo, coda di rospo, pescatrice.

GRUPPO A SÉ CARNI: tacchino, coniglio, cavallo, selvaggina.

I singoli pesci e le singole carni non inseriti in alcun gruppo non interferiscono con altri alimenti. Quindi è possibile mangiarli tutti i giorni. Si può ad esempio consumare rombo il primo giorno di dieta, spigola il secondo, palombo il terzo e così via. lo stesso discorso vale anche per le carni non inserite in alcun gruppo alimentare.

Questa dieta ha  un elevato potere disintossicante, è possibile, quindi, che  nel primo periodo in cui viene seguita provochi alcuni piccoli fastidi.  Questi sono i principali disturbi  che generalmente  io riscontro i primi quattro/cinque  giorni: bocca amara al mattino, cefalea,  insonnia, alternata a sonnolenza, diarrea alternata a stitichezza,  singhiozzo. Questi eventuali effetti non devono allarmare perché sono la conseguenza della disintossicazione in corso.

Quello che più mi piace di questa dieta, è che non c’è bisogno di pesare niente. Tutto quello che mangio, lo posso mangiare  a dismisura, come se non ci fosse un domani, basta rispettare le regole sopra descritte. I risultati, sono sempre stati soddisfacenti, non tanto per i due/tre chilogrammi che riesco a perdere in sedici giorni, ma per un  miglioramento generale del mio organismo che va dall”eliminazione dell’effetto “palloncino” alla pancia, al sonno tranquillo, al recupero totale delle energie psico-fisiche. Ed è una bella soddisfazione!

Ed ecco un esempio di dieta giornaliera: questa è quella che di solito uso io. Ricordo che è importantissimo bere molta acqua (questo anche quando non facciamo diete!) succhi di frutta non zuccherati e tisane.

PRIMO CICLO

PRIMO GIORNO
h. 8.00 (rosacee: albicocche, ciliegie, cotogne, fragole, lamponi, mandorle, mele, more, nespole, pere, pesche, prugne, susine.); tisana, a scelta tra malva, verbena, finocchio, ortica.
h. 11.00 spremuta di agrumi
h. 14.00 pollo, possibilmente petto, alla griglia (gruppo 4); insalata in foglie (composite: camomilla, carciofo, cicoria, girasole, lattuga. )
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 pasta (graminacee: avena, bambù, canna da zucchero, farro, gramigna, grano, grano saraceno, mais, malto, miglio, orzo, riso, segale.) condita con olio; carciofi o radicchio (composite)

SECONDO GIORNO
h. 8.00 mandarini (rutacee: arancia, bergamotto, cedro, chinotto, lime, limone, mandarino, pompelmo.); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 succo di frutta senza zucchero
h. 14.00 sogliola bollita (gruppo a sé); carote (ombrellifere: : anice, carota, coriandolo, cumino, finocchio, prezzemolo, sedano.)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 piselli cotti in tegame con un po’ d’olio (leguminose: arachidi, ceci, carrube, fagioli, fave, lenticchie, liquirizia, lupini, piselli, soia, tamarindo.); finocchi (ombrellifere)

TERZO GIORNO
h. 8.00 melone d’inverno (cucurbitacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 spremuta di agrumi
h. 14.00 tacchino, preferibilmente petto, alla griglia (gruppo a sé); bietole al vapore (chenopodiacee)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 patate bollite (solanacee); zucchine cotte in tegame con poco olio (cucurbitacee).

QUARTO GIORNO
h. 8.00 banane (musacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 succo di frutta senza zucchero
h. 14.00 carne di manzo alla griglia (gruppo 3); cavoletti di Bruxelles al vapore (crucifere)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 verza in insalata o stufata con un po’ d’acqua in padella (crucifere); cipolle bollite (liliacee).

SECONDO CICLO

QUINTO GIORNO
h. 8.00 mele (rosacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 spremuta dì agrumi
h. 14.00 2 uova sode, alla coque o in camicia (gruppo 4); insalata di lattuga(composite) h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 riso bollito condito con olio (graminacee); insalata di cicoria (composite)

SESTO GIORNO
h. 8.00 arance (rutacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 succo di frutta senza zucchero
h. 14.00 orata al cartoccio (gruppo a sé); finocchi al vapore (ombrellifere)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 lenticchie bollite (leguminose); sedano e carote in pinzimonio (ombrellifere)

SETTIMO GIORNO
h. 8.00 uva (vitacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 spremuta di agrumi
h. 14.00 pesce spada alla griglia (gruppo a sé); spinaci al vapore (chenopodiacee)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 pomodori in insalata (solanacee); zucca cotta al forno o lessata (cucurbitacee)

OTTAVO GIORNO
h. 8.00 banane (musacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 succo di frutta senza zucchero
h. 14.00 ricotta, fior di latte o fiocchi di latte (gruppo 3); cavolfiore al vapore (crucifere)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 broccoli al vapore (crucifere); asparagi cotti al vapore o in padella con poco olio (liliacee)

TERZO CICLO

NONO GIORNO
h. 8.00 frutti di bosco misti al naturale (rosacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 spremuta di agrumi
h. 14.00 galletto alla griglia (gruppo 4); insalata verde (composite)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 orzo o farro bolliti e conditi con olio a crudo (graminacee); carciofi al vapore (composite)

DECIMO GIORNO
h. 8.00 pompelmi (rutacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 succo di frutta senza zucchero
h. 14.00 nasello bollito o al cartoccio (gruppo a sé) con trito di prezzemolo (ombrellifere)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 fagioli di soia bolliti o germogli di soia conditi con olio (leguminose); carote al vapore con aceto di mele (ombrellifere)

UNDICESIMO GIORNO
h. 8.00 melone (cucurbitacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 spremuta di agrumi
h. 14.00 coniglio cotto in tegame (gruppo a sé); barbabietole rosse al forno(chenopodiacee)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 patate bollite (solanacee); zucchine cotte in tegame con olio (cucurbitacee)

DODICESIMO GIORNO
h. 8.00 banane (musacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11 .00 succo di frutta senza zucchero
h. 14.00 carne di agnello alla griglia (gruppo 3); crescione in insalata (crucifere)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 insalata di rucola (crucifere); cipolle bollite o cotte al forno (liliacee)

QUARTO CICLO

TREDICESIMO GIORNO
h. 8.00 pere (rosacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 spremuta di agrumí
h. 14.00 prosciutto crudo privato del grasso (gruppo 2); insalata di cicoria (composite) h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 200.00 pasta condita con olio e aromi (graminacee); carciofi crudi o cotti al vapore (composite)

QUATTORDICESIMO GIORNO
h. 8.00 mandarini (rutacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 succo di frutta senza zucchero
h. 14.00 rombo al forno (gruppo a sé); finocchi crudi o cotti al vapore (ombrellifere) h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 ceci bolliti (leguminose) in insalata con sedano e carote crudi (ombrellifere)

QUINDICESIMO GIORNO
h. 8.00 ribes (cucurbitacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 spremuta di agrumi
h. 14.00 petto di tacchino alla griglia (gruppo a sé); bietole e porri al vapore (chenopodiacee)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 ratatuille preparata con peperoni, melanzane, patate (solanacee) e zucchine (cucurbitacee)

SEDICESIMO GIORNO
h. 8.00 banane (musacee); tisana (vedi primo giorno)
h. 11.00 succo di frutta senza zucchero
h. 14.00 carne di manzo o vitellone cotta alla griglia (gruppo 3); cavolfiore al vapore (crucifere)
h. 17.00 spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
h. 20.00 rape bollite condite con aceto di mele o succo di limone (crucifere); asparagi cotti in padella (liliacee)

 

L’OSTE CARLO…

Non potevo non ricordare, un uomo speciale. Sono passati già tre anni, e sembra ieri…

Grazie, per avermi accolta come una figlia, grazie per tutto quello che, anche indirettamente mi hai insegnato.  Ho fatto mie, le tue parole, e non c’è giorno che ricordi a me stessa che:

NON HA SENSO UNA VITA, CHE NON E’ VISSUTA COME TU AVRESTI VOLUTO.

01 novembre

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Una riflessione che ho maturato dentro di me: in questi giorni i cimiteri sono stati strapieni di gente,  di fiori freschi, di tombe tirate a lucido. Un gran chiacchericcio tra le persone, che scambiano il giardino delle anime, con la piazza del mercato: “oh guarda chi c’è” “è da tanto che non ti vedo” (sicuramente dal I° novembre dell’anno prima) ” a casa come va” ” i figli che fanno” ecc. ecc.

Non amo andare al cimitero in questi giorni, proprio per questo, e comunque ci vado molto raramente, e sempre in orari in cui non c’è quasi nessuno. E nel silenzio, guardo le foto delle persone che conoscevo e che non ci sono più: ognuno con la propria vita, ognuno con la propria storia, che si può essere intrecciata con la mia vita e con la mia storia. Difficilmente mi assale la tristezza, perchè sono consapevole, che in questa vita, come si dice, siamo di passaggio.  Profondo rispetto, per  chi non c’è  più. Questo sempre e comunque.  Ma non riesco a dire “poverino” solo perchè è morto, a chi in vita è stato uno stronzo. Questo consentitenelo. Io non ho bisogno di andare al cimitero per ricordare le persone a cui ho voluto bene: le persone a me care, le porto sempre nel mio cuore, e le ricordo quasi ogni giorno.

E sono sempre più convinta, che bisogna andare a trovare i vivi, e non aspettare il I° novembre, per fare chiacchericcio sulle tombe dei morti.

Amen.

 

 

Il mio Campovolo

Ci siamo, é arrivato IL GIORNO DEI GIORNI.
É un giorno speciale, pieno di emozioni incontrollabili: amici da incontrare, nuovi amici da conoscere, le risate, l’allegria, la festa. Perché questi eventi sono sempre una festa, e oggi in particolar modo é una festa annunciata. E poi, a fine giornata LUI, a far esplodere quella miriade di emozioni stratosferiche che solo LUI ci fa provare.
Balleremo sul mondo, come solo LUI ci fa ballare.. Ogni centimetro della mia pelle sarà in preda a un godimento puro, dinisibito, estroverso e appagante.
Auguro a tutti i miei Liga Amici, un giorno bellissimo, da portare nel cuore per sempre.
Perché oggi è un giorno speciale.
Perché Campovolo non è un concerto.
Campovolo é CAMPOVOLO!!!

Con questo post su Facebook, alle 5,55 di sabato 19 settembre 2015 è cominciato  il giorno dei giorni. La festa tanto attesa. E’ stato un giorno memorabile, che resterà impresso per sempre nella mia anima e nel mio cuore.  Per sempre. I concerti di Luciano mi mettono sempre questa andrenalina dentro, ma Campovolo è un fatto a se. E poi quest’anno che era un anniversario importante, anzi tre anniversari importanti: 25 anni di carriera, 20 anni dall’album Buon Compleanno Elvis, 10 anni dal primo Campovolo.  Posso dire con orgoglio di festeggiare le nozze d’argento con Luciano. Si perchè io mi sono innamorata della sua musica (e diciamola tutta,  anche di lui) sin dal primo momento, quando in radio ho sentito per la prima volta :

Siamo della stessa pasta, bionda, non la bevo sai
ce l’hai scritto che la vita non ti viene come vuoi
ma è la tua e per me è spaciale, e se ti può bastare sai
che se hai voglia di ballare, uno pronto qui ce l’hai.

E se era pronto Lui, figuriamoci io. E’ strano, come da quel momento è cambiato il mio “io” interiore. Io, che sino a quel momento ero fatta di “Albechiare”, “Fegati spappolati”, io che “andavo a letto la mattina presto e mi svegliavo con il mal di testa”, io che volevo una “Vita Spericolata”. E mentre l’altro mi  cantava ” Che cos’è stato, cos’è stato a cambiare così?” cominciavo a ballare sul mondo.

Per noi “Ligalizzati” Campovolo credo che sia considerato il tempio del nostro dio, o almeno per me lo è.   Campovolo si vive, si respira, si accarezza. Campovolo si gode in ogni momento della giornata. E’ stupendo guardare le persone che arrivano, con sorrisi compiaciuti, con espressioni esultanti e gioiose. Perchè tutto ti mette allegria. Anche stare stravaccati in mezzo alla strada, con uno striscione, con il “nostro striscione” per terra. E guardare decine e decine di ragazzi e ragazze che si fermano compiaciuti a leggere, e a farsi le foto.  Marco, una persona veramente speciale, che nonostante tutte le amarezze che la vita gli ha dato, è riuscito ha creare un gruppo, di quasi tremila persone, uniti da due grandi e uniche  passioni: Luciano e l’Amicizia.  Era il 16 luglio 2014, quando a Firenze,  da amico “virtuale”, Marco è diventato per me un amico “in carne e ossa”, e con lui via via sono arrivati gli altri, Valerio, Silvia, Pasquale, e poi ancora Sara, Silvia, Alessandra, Daniela, Luciana, Angela, Nino, Christian, Ivan, Marzia…  Perchè nel nostro gruppo si formano dei legami fantastici. Ci tiene in contatto Facebook, ma è una vera festa incontrarci ai concerti, (e non solo)  abbracciarci,  scherzare insieme, divertirci. E Marco sta dando anima e corpo per tutto questo.  Noi del “gruppo” lo consideriamo un po’ il nostro “capo” ed io personalmente,  non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto incontrare persone così meravigliose.

E’ ora di entrare nel Pit Bar Mario”.  Ore 19 di sabato 19…. Siamo dentro! Le foto, i selfie, le risate. L’emozione sale. E il tramonto fa il suo spettacolo. E l’emozione continua a salire. Si vede la luna persino da qui, nel buio che pian piano si fa strada. Ci buttiamo nel mezzo. Si spengono le luci. Puntuale come sempre. Ore 20.30. Il delirio ha inizio. Brividi sulla pelle. L’emozione è ormai esplosa. Come le mie immancabili lacrime di inizio concerto. Ormai è un rito. Lacrime di gioia che mi solcano il viso. Parte la musica. Cazzo, eccolo! Con il suo sorriso inimitabile. L’urlo liberatorio. Ora le lacrime si fermano perchè ora,  BALLIAMO SUL MODO.  E’ si, l’orgasmo è partito, e finirà dopo oltre tre ore e mezzo!

E anche sabato 19 settembre:

Eravamo dove dovevamo essere.
Siamo stati come dovevamo stare.
Abbiamo fatto cosa dovevamo fare.
E ancora una volta:
Grazie LUCIANO!

 

Il senso di colpa

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In psicologia il senso di colpa è un sentimento umano che identifica  chi è colpevole, reale o presunto, di trasgressioni a regole morali, religiose o giuridiche. e manifesta a chi lo prova come un disgusto, una disapprovazione, una condanna verso sé stessi. Questo sentimento si manifesta spesso, con un senso di responsabilità, che accompagna la libera scelta delle nostre azioni.  Infatti la psicoanalisi sostiene che  prima si obbedisce alle regole per la paura di essere puniti o di perdere l’affetto delle persone da cui si dipende poi, crescendo, aumenta la consapevolezza e il dispiacere di aver fatto del male agli altri o a sé stessi e nasce il sentimento di responsabilità e il desiderio di riparare al danno causato. Il senso di responsabilità o senso del dovere significa essere consapevole del male compiuto e/o del proprio essere in quanto segnato da questo male. Il senso di colpa,  quando è conscio e motivato da azioni ritenute malvagie, realmente compiute, è riferibile a un meccanismo della coscienza evoluta che ci avverte di un disagio per aver infranto delle regole e ci stimola dunque a porre rimedio alle conseguenze dannose dei nostri atti. Vi è anche un senso di colpa inconscio, determinato da sconosciute motivazioni irrazionali o fantasie,  che differisce dal conscio,  assumendo quello di un’emozione che debella  la nostra autostima e la sicurezza in noi stessi al punto di generare alcune patologie psichiche come ansia e depressione.

Tralasciamo questi ragionamenti freudiani, per venire al succo della questione (o al nocciolo se preferite). Il senso di colpa non è altro che “un peccato” tramandato  per millenni,  sotto forma, appunto,  da regole morali e religiose, da credenze antiche, da pregiudizi e da superstizioni, che il nostro cervello ha assimilato. La colpa e il peccato non sono altro che forme di controllo, sugli altri e su noi stessi.  Ma chi decide cos’è una colpa o un peccato?  Chi decide cos’è bene e cos’è male?

Soprattutto, chi può decidere che cosa è bene o che cosa è male per me stessa, se non appunto io stessa? Perché devo sentirmi in colpa per una qualsiasi situazione che sto vivendo, se sono io ad averla voluta o ad averla scelta? No grazie. I sensi di colpa li lascio a colore che trovano giovamento a infliggersi, o a farsi infliggere punizioni. Li lascio a coloro che credono  che basta pentirsi per sciogliere le proprie colpe.  Li lascio a coloro che confessano i propri peccati per avere l’assoluzione, per  poi ricommettere il solito sbaglio, il solito peccato appunto.

Io sono, e voglio restare Libera. E se la mia libertà finisce dove comincia quella degli altri, anche la libertà degli altri finisce dove comincia la MIA.