01 novembre

rosa-bianca

Una riflessione che ho maturato dentro di me: in questi giorni i cimiteri sono stati strapieni di gente,  di fiori freschi, di tombe tirate a lucido. Un gran chiacchericcio tra le persone, che scambiano il giardino delle anime, con la piazza del mercato: “oh guarda chi c’è” “è da tanto che non ti vedo” (sicuramente dal I° novembre dell’anno prima) ” a casa come va” ” i figli che fanno” ecc. ecc.

Non amo andare al cimitero in questi giorni, proprio per questo, e comunque ci vado molto raramente, e sempre in orari in cui non c’è quasi nessuno. E nel silenzio, guardo le foto delle persone che conoscevo e che non ci sono più: ognuno con la propria vita, ognuno con la propria storia, che si può essere intrecciata con la mia vita e con la mia storia. Difficilmente mi assale la tristezza, perchè sono consapevole, che in questa vita, come si dice, siamo di passaggio.  Profondo rispetto, per  chi non c’è  più. Questo sempre e comunque.  Ma non riesco a dire “poverino” solo perchè è morto, a chi in vita è stato uno stronzo. Questo consentitenelo. Io non ho bisogno di andare al cimitero per ricordare le persone a cui ho voluto bene: le persone a me care, le porto sempre nel mio cuore, e le ricordo quasi ogni giorno.

E sono sempre più convinta, che bisogna andare a trovare i vivi, e non aspettare il I° novembre, per fare chiacchericcio sulle tombe dei morti.

Amen.

 

 

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