Le Perle           di Patry

Il circolo dell’amore

 

Mi sono imbattuta in questo racconto, leggendo un libro di Paolo Coelho, e niente. L’ho trovato un ottimo spunto di riflessione.

Un giorno un contadino bussò energicamente all’uscio di un convento. e quando il frate portinaio aprì, l’uomo gli porse un magnifico grappolo d’uva.  “Caro frate portinaio, questa è l’uva più bella mai prodotta nel mio vigneto. E sono venuto qui per regalarvela.”

“Grazie! La consegnerò immediatamente all’abate, che sarà felice di questa offerta.” – “No! Io l’ho portata per voi.” – “Per me? Io non merito un dono della natura così bello.” – “Ogni volta che ho bussato al portone, voi avete aperto. Quando ho avuto bisogno di aiuto perché il raccolto era andato distrutto a causa della siccità, voi mi avete dato un pezzo di pane e un bicchiere di vino, tutti i giorni. Desidero che questo grappolo d’uva vi rechi un po’ dell’amore del sole, della bellezza della pioggia e del miracolo di Dio.”

Il fratello portinaio posò il grappolo davanti a sé e passò tutta la mattina ad ammirarlo: era veramente bello. Per questo, decise di consegnare il dono all’abate, che lo aveva sempre incoraggiato  con le sue sagge parole. L’abate fu assai contento di quel regalo, ma si ricordò che nel convento c’era un fratello malato, e pensò “Gli darò questo grappolo d’uva. Chissà che non arrechi un po’ di gioia alla sua vita” Ma quell’uva non rimase a lungo nella cella del frate ammalato, perché questi si disse: “Il fratello cuoco si è preso cura di me, nutrendomi con i piatti migliori. Sono sicuro che quest’uva lo renderà molto felice.” Quando all’ora del pranzo, il frate cuoco se presentò con il pasto, gli consegnò il grappolo.

“E’ per voi. Poiché vivete in contatto con i prodotti che la natura ci offre, saprete cosa farne di quest’opera di Dio.”  Il frate cuoco rimase affascinato dalla bellezza del grappolo e fece notare al suo aiutante la perfezione degli acini. Erano talmente perfetti che nessuno avrebbe potuto apprezzargli meglio del frate sacrestano, il responsabile del Santissimo Sacramento, che molti nel monastero consideravano un sant’uomo. Il fratello sacrestano donò a sua volta l’uva al novizio più giovane, dimodoché questi potesse comprendere che l’opera di Dio risiede anche nei minimi dettagli della Creazione. Quando il novizio la ricevette, il suo cuore si riempì della Gloria del Signore, perchè non aveva mai visto un grappolo così bello. Ma, nel medesimo istante, si ricordò della prima volta che era venuto al monastero e di chi gli aveva aperto l’uscio. Era stato quel gesto che gli aveva consentito di trovarsi adesso in quella comunità di uomini che sapevano apprezzare i miracoli. Così, poco prima del calare della sera, egli portò il grappolo d’uva al  fratello portinaio.

“Mangiate e rallegratevi” disse ” Perché voi passate la maggior parte del tempo qui da solo, e quest’uva vi farà molto bene.” Il frate portinaio capì allora che quel regalo era destinato veramente a lui: assaporò ogni acino di quel grappolo e si addormentò felice. In questo modo il circolo si chiuse: un circolo di felicità e gioia, che si estende sempre intorno a chi è in contatto con l’energia dell’amore.

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