Le Perle di Patry

Perle di saggezza e cazzate con le Perle

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Da qualche anno, seguo, sempre con più convinzione e sempre con più successo, tutto ciò che è alternativo alla medicina tradizionale. Sono convinta, che il nostro corpo sia in grado di autoguarirsi. E sono sicura, che ogni sintomo o patologia sia l’effetto di un nostro trauma o di una nostra emozione negativa, che ristagna dentro di noi, e che comunque alla base c’è il nostro modo di pensare (ah la mente, che cosa fantastica!) e i famosi luoghi comuni, che per millenni ci hanno inculcato bene bene nel nostro cervello.

Ci sono tantissime, correnti di pensiero, filosofie, pratiche, studi, ipotesi, teorie, e chi più ne ha e più ne metta, intente a indicarci le strade da percorrere per salvaguardare il nostro benessere psicofisico.

Consapevole che non esiste una sola via, ma che ogni individuo, in quanto tale, ha la sua via, ho sempre sperimentato un pò di tutto, adottando poi, ciò che SU DI ME, aveva dato ottimi risultati.

Ho cominciato quasi 10 anni fa, con il Reiki, una pratica bellissima, la quale, mi ha aperto un mondo nuovo. Da li, appunto, ho provato varie cose, come ad esempio i Fiori di Bach, La Terapia Verbale, il Potere della Mente, (e qui ripeto: ah che cosa fantastica la mente!), rimedi naturali di svariati generi, alimentari e non, e tante ancora ne dovrò provare. La mia curiosità è illimitata.

Il corpo grida i nostri disagi.

Come ho già detto in altri articoli, dolori e malattie non sono altro che una manifestazione esterna dei nostri disagi emotivi, trascurati per molto tempo. Il nostro organismo può mostrarci il problema con esattezza, manifestando sul nostro corpo uno specifico stato emotivo da risolvere. Ecco alcuni esempi su cui riflettere.

Dolori muscolari. Rappresentano le nostre capacità di muoverci nella vita. Meno siamo flessibili con le nostre esperienze, sul lavoro. in famiglia, e soprattutto con noi stessi, maggiori saranno i dolori muscolari, che ci impediranno di “fletterci”.

Testa. Il mal di testa, indica per lo più, i nostri processi decisionali. Il dolore compare molto spesso quando prendiamo una decisione, ma non si agisce in tal senso. Il mal di testa comunque è anche legato alle intolleranze alimentari, e anche qui scoprendo l’alimento al quale siamo intolleranti, si può scoprire il nostro disagio emotivo.  Ad esempio il latte indica il “materno”, quindi a tutti i problemi madre/figlio e viceversa. Le vertigini arrivano invece quando si ha paura delle brutte figure, paura di essere ridicoli o di perdere il controllo (la testa). Infatti le vertigini sono un fenomeno ambivalente, in bilico tra sicurezza e paura, tener duro o lasciarsi andare ma essere terrorizzati dalle conseguenze. Chi soffre di cervicale invece, generalmente è dominato da una grande ostinazione, e una scarsa cedevolezza nei confronti delle proprie emozioni, al desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. Questi tipi di sofferenza si legano frequentemente a un eccessivo dominio del “mondo” della testa (razionale) sugli istinti. Cisti: Indicano persone chiuse in antichi rancori, in sofferenze e vecchi risentimenti, persone che hanno il processo evolutivo bloccato. Cellulite:  blocco della creatività e delle emozioni. Persona che si svaluta sul piano estetico e che si lascia influenzare facilmente. Herpes: oltre a indicare un momento di grande stress, si riscontra nelle persone in cui la collera è rimasta a fior di pelle. Tale sentimento è stato al punto di essere espresso ma poi, all’ultimo momento, è stato bloccato, trattenuto.

Ricordiamoci comunque, che ogni essere umano è diverso da tutti gli altri. Non esiste una regola che si possa estendere a tutti in maniera uniforme, possiamo però ascoltare i messaggi inequivocabili del corpo. Il corpo non solo avverte, ma protesta che stai “NASCONDENDO” emozioni, tensioni e stress.

La medicina tradizionale cura la malattia. Ma per una completa guarigione bisogna anche curare anche l’anima.

Mal di schiena

Una ricerca effettuata dall’Università di Goteborg  ha portato alla conclusione che la lombalgia è come la colite o alcuni tipi di ulcere e cioè di origine psicosomatica. Sembra che i  dolori alla schiena o di una sua parte (cervicale, dorsale o lombare) sarebbero l’ espressione locale di ansia, stress, depressione o di altri disagi psicologici. Da molto tempo è noto che, in situazioni di tranquillità, la schiena assume un atteggiamento di riposo, fino  ad apparire quasi gobbi. Mentre, non appena riceviamo uno stimolo imprevisto ci mettiamo subito sull’attenti, i muscoli della schiena si tendono e la schiena si rettifica con il conseguente cambio di postura. Quando si vive in situazioni di stress costante per via di alcune circostanze della vita (problemi sul lavoro, conflitti emotivi, conflitti familiari, stati d’ansia, eventi stressanti  (come solo il traffico in città), i muscoli  della schiena si tendono in maniera eccessiva fino a dar luogo ad un mal di schiena che può diventare cronico.

Il mal di schiena cronico,  può comunicarci che non ce la facciamo più a caricarci tutto sulle spalle. Una qualsiasi cosa da cui non siamo capaci di sottrarci perché non sappiamo di dire di “no”, può generare l’elemento scatenante. Infatti sembra che le persone più a rischio sono quelle con uno spiccato senso del dovere, sempre pronte ad aiutare gli altri, anche quando magari non se la sentono. Persone molto altruiste, che  si sacrificano per il prossimo, e che  non si prendono quasi mai  un periodo di riposo. Dobbiamo imparare che un “si” detto per non deludere l’altra persona, il nostro inconscio lo elabora come una responsabilità che non siamo pronti ad affrontare e che si può trasformare in un “no” del nostro corpo, magari con un improvviso dolore localizzato a livello della colonna vertebrale.

Piccoli psico-consigli

Chi avverte dolore alla base del collo, (torci-collo) tanto da non riuscire nemmeno a irarsi, ha bisogno di comunicare, di aprirsi all’esterno.

Chi ha il collo allungato in avanti e le spalle che tendono a chiudersi e avverte un dolore che scorre tutta la parte alta della colonna vertebrale, cerca di proteggersi da qualcosa che può provocare dolore, ad esempio sta affrontando la vita con troppa paura; deve cercare di sbarazzarsi dei pesi che lo opprimono e imparare a esprimere liberamente le proprie emozioni.

Chi invece ha la parte lombare spesso dolorante, e l’addome diventa leggermente sporgente, vuol dire che  a corto di passioni, che si sente progioniero di regole e pregiudizi. Il consiglio è anche quello di recuperare i propri sogni e a dire quello che  pensa.

Chi ha l’area sacrale dolente, sta negando emozioni e sentimenti.

Se mi posso permettere un consiglio personale, è quello di liberarsi poco a poco dell’atteggiamento mentale che porta a sentire tutto come un peso, e imparare che il mondo non è tutto sulle nostre spalle, e che se ci liberiamo di qualche fardello non succede nulla di catastrofico.

 

 

 

 

 

 

 

Mal di stomaco

Molti non sanno che la psicosomatica è una branca della psicologia medica volta a ricercare la connessione tra un disturbo del nostro corpo  (anche generico) e la sua causa,  sempre di natura psicologica. Questa “scienza” mi ha sempre affascinato, e negli ultimi anni mi sono molto interessata a come le nostre emozioni, i nostri disagi, le nostre paure o le nostre frustrazioni, influiscono sul nostro corpo, in maniera così evidente, da causarne un disturbo fisico, che se trascurato può diventare una patologia, una vera e propria malattia. Come dico sempre: è tutta una questione di testa!. Chi ben mi conosce sa, che io “analizzo” e “sperimento” sempre su di me, ogni qualsivoglia fenomeno, che mi attrae in modo particolare. E questo argomento non poteva essere da meno.

Partiamo dai vari disturbi dello stomaco. Se una persona non riesce ad esprimere o a vincere consapevolmente la propria aggressività, ed è costretta ad “inghiottire bocconi amari”, allora lo stomaco potrebbe farsi portavoce di questo vissuto attraverso, ad esempio, gastrite, reflusso, acidità di stomaco. In questo caso il malato di stomaco,  o non esprime affatto la propria aggressività (inghiotte tutto) o mostra un’aggressività esagerata: entrambi gli estremi sono disfunzionali perché indicano una mancata elaborazione di vissuti. I problemi di stomaco riguardano quindi, spesso, situazioni che non sono state digerite (indigestione) di idee alimenti o situazioni che rifiutiamo (vomito) situazioni che troviamo ingiuste che fanno male (dolori) o che ci mandano in collera (bruciori. gastrite). Una grossa preoccupazione o una ingiustizia o anche una colpa commessa che rimane sullo stomaco, che non si scioglie e che scava è l’ulcera. Se non riusciamo a trovare una  strategie per uscire da questa realtà “indigesta”, il nostro stomaco esprimere il rifiuto che non si riconosce a livello cosciente.

Lo stomaco,  si nutre dei nostri disagi e delle nostre sofferenze e il dolore provato o il disturbo, varia da persona a persona: imparando a riconoscerne “la voce”, riusciremo a capire cosa non va in noi stessi.

Un “dolore a tenaglia” ad esempio, può indicare situazioni sentite come soffocanti, e chi lo prova potrebbe essere indeciso tra l’agire d’impulso e l’agire di testa. Un dolore che ci fa pensare ad un fuoco che divampa, potrebbe indicare una rabbia, o una passione, che rimane bloccata dentro ma che vorrebbe scoppiare, quindi il bruciore è il sintomo di quell’emozione trattenuta che ribolle e ci corrode internamente.

Quando il sintomo principale è la nausea, può indicarci che molte cose della nostra vita, sono avvertite come invasive e pericolose. Queste sensazioni, possono comparire quando non riusciamo ad adattarci a “qualcosa che non va giu” o che letteralmente “fa schifo”. Quando la nausea si trasforma in vomito, ci indica chiaramente che c’è qualcosa che il nostro corpo, inteso anche come “inconscio”, rifiuta ed espelle: può trattarsi di rifiuto verso il cibo (ma è meglio dire verso ciò che quel determinato alimento rappresenta), verso una situazione, o verso una persona.

Le persone che soffrono di disagi e patologie allo stomaco, hanno un’aggressività che difficilmente riescono a gestire, sono molto sospettosi e spesso hanno dei veri e propro complessi di persecuzione. Digerire torti, offese, o ingoiare bocconi amari, è sicuramente una delle cose più difficili per questi soggetti, che tendono a legarsi al dito ogni contrarietà. Le relazioni affettive di queste persone, sono in genere, vuote e fredde. Un vuoto che cercano di colmare apparentemente con l’aria introdotta nello stomaco, causando frequenti eruttazioni. La carenza affettiva, influenza anche la sfera erotica. Il soggetto sente un forte bisogno di esprimere una sessualità, spesso piccata e passionale, ma nello stesso tempo ha la paura di non essere ricambiato con la stessa intensità. Finisce così per accentuare un carico di aggressività, che viene subito repressa, e quindi si rivolta contro il proprio stomaco. Un altro tratto comune alle persone che soffrono di stomaco,  è quello che hanno in famiglia qualcuno, spesso la madre o la sorella, invadente e che vuole imporre le proprie scelte di vita, sia in ambito scolastico, sia professionale che sentimentale.

Non dimentichiamoci poi, delle numerose metafore, usate nel linguaggio comune: “Avere qualcosa o qualcuno sullo stomaco”, “Quante ne ho mandate giù”,  “Il solo pensarci mi dà la nausea”, “Non posso proprio digerirlo”, “Non riesco a mandarlo giù”, “Questa cosa mi è rimasta sullo stomaco”. Tutti modi di dire che identificano un contenuto che non riusciamo a metabolizzare dentro di noi,  sia esso un legame, un vissuto, un’emozione. E tutti questi luoghi comuni, sentiti e risentiti, non fanno altro che intensificare il peso sul nostro stomaco.

Mal di stomaco? Se lo conosci lo eviti, direbbe qualcuno. Io dico solo: è solo una questione di testa!

 

 

 

CURCUMA: polvere d’oro per il nostro benessere

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La Curcuma, è una spezia di colore giallo-arancio proveniente dall’India, dove è usata almeno da 5000 anni. Utile in cucina  come spezia, (ricordiamoci che è la base del più noto curry) è un colorante (per 2000 anni le tuniche dei monaci buddisti sono state tinte con questa radice) e un  medicinale di tutto rispetto.  Il primo studio su questa sostanza, risale agli anni 70. Il grosso delle ricerche hanno però preso il via una ventina di anni dopo, ad opera soprattutto del  Prof Bharat Aggarwal, il quale ha scoperto e dimostrato che la curcumina è in grado di inibire la proliferazione delle cellule tumorali. Da allora sono stati fatti centinaia di studi, il quale dimostrano che questa sostanza è utile a contrastare vari tipi di timori: polmoni, bocca, colon, fegato, rene, pelle (melanoma), mammella…

Ma vediamo insieme le sue maggiori proprietà:

  • Antiossidante. E’ un  potente antiossidante, ormai noto da parecchio tempo, in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, responsabili del processo di invechiamento. Tale azione è così efficace, che la Curcuma è stata inserita tra gli alimenti riconosciuti più antiossidanti, infatti è stata classificata allo stesso livello della vitamina E e della vitamina C. Diverse ricerche, hanno scoperto che la curcumina  può aiutare il sistema immunitario a ripulire il nostro cervello dalle placche trovate nella demenza senile, quindi la curcuma ha dimostrato di essere efficace contro il morbo di Alzheimer.
  • Antinfiammatorio. La curcuma si è dimostrata fantastico antinfiammatorio senza effetti collaterali. Contrasta le infiammazioni, interviene sui fenomeni da esse provocate come artriti, osteoartriti, artrosi in fase acuta (previene le ricadute), dolori muscolari, sindrome del tunnel carpale, dito a scatto, dolori mestruali, dolori post-chirurgici, congiuntivite, morbo di Crohn, emorroidi. La Curcuma è stata definita,  uno dei più potenti antinfiammatori naturali presenti al mondo.
  • Antidolorifico. Diversi studi dimostrano che la Curcuma è un antidolorifico più efficace dell’ aspirina, dell’ibuprofene o naproxene e, inoltre, può aiutare ad alleviare il dolore cronico nel 50% dei pazienti che soffrono di artrite o fibromialgia.  E’ indicata come antidolorifico naturale, contro i dolori articolari e muscolari.
  • Antibatterico e Antimicotico. Gli estratti di Curcuma hanno la capacità di inibire lo sviluppo di batteri (gram-positivi e gram-negativi). Inoltre hanno effetto antimicotico, contrastano pertanto la formazione e la prolificazione di alcuni funghi patogeni.
  • Inoltre, la Curcuma, contribuisce alla fluidificazione del sangue, aiuta a ridurre il colesterolo, è molto efficace contro la psoriasi, aiuta a cicatrizzare le ferite.

MAL DI GOLA  Ingredienti: 120 gr. di miele, due cucchiaini di curcuma, due cucchiai di zenzero fresco grattugiato, mezzo limone tagliato a fettine sottili, una spruzzata di pepe nere macinato al momento.  Mescolare accuratamente il miele con la curcuma, aggiungere lo zenzero grattugiato e una spruzzata di pepe appena macinato. mescolare ancora un pò. Tagliare il limone a fettine sottilissime. Riempire un barattolo di vetro a chiusura ermetica, facendo uno strato di fette di limone alternato ad uno strato del miele aromatizzato in precedenza. Chiudere il barattolo e conservare in frigorifero. Prima dell’utilizzo lasciarlo riposare almeno 2 giorni. All’occorrenza sciogliere mezzo cucchiaino di questo preparato, in acqua calda ma non bollente. Un vero toccasana per mal di gola e raffreddore, da prendere ogni ora nella fase acuta della malattia.

  • GOLDEN MILK (o Latte d’Oro) Utile per dolori articolari e muscolari, depurare il fegato, migliorare la digestione, dolori mestruali, abbassare il colesterolo, stimolare le difese immuitarie.Ingredienti: Esistono varie versioni per il golden milk, io uso questa: Curcuma, acqua, latte di mandorle, (che si può fare anche in casa) pepe, zucchero di canna e cannella. Per le dosi, io faccio un pò “a occhio”, in linea di massima dovrebbe essere 1/2 tazza di acqua e 1/4 di tazza di curcuma, una spruzzatina di pepe. Mettere in un pentolino l’acqua, la curcuma e il pepe. Porre sul fuoco e mescolare accuratamente sino a che il composto non prende la consistenza di una pasta. Lasciare raffreddare e trasferire il composto in un barattolo di vetro a chiusura ermetica. Conservare in frigorifero. Per la preparazione del latte, basta prendere una tazza di latte caldo  e sciogliere mezzo cucchiaino di pasta di curcuma. Aggiungere a piacere e secondo i gusti, 1 cucchiaino zucchero di canna (in alternativa può andar bene anche il miele e mezzo cucchiaino di di cannella in polvere. Prendere una tazza al giorno (preferibilmente a digiuno) per almeno quaranta giorni, da ripetere almeno due volte l’anno (all’inizio dell’autunno e all’inizio della primavera sarebbe l’ideale!)
  • PSORIASI Ingredienti: Un cucchiaio di Curcuma, due o tre cucchiaini di olio di mandorle. Mescolare bene gli ingredienti, sino a formare una pasta. Applicare il composto sulle zone interessate, lasciare agire 10/15 minuti quindi rimuovere e  sciacquare con acqua tiepida. Ripetere ogni giorno per almeno tre mesi.

Per il benessere in generale, aggiungere a crudo,  ai nostri piatti, un cucchiaino di Curcuma al giorno…

I risultati si vedono!