Le Perle di Patry

Perle di saggezza e cazzate con le Perle

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Le Mie Regole

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Nella vita ci sono sempre delle regole da rispettare. E per una ribelle come me, è sempre stato difficile rispettare quelle che mi sono state imposte, soprattutto perchè non ho mai tollerato l’idea che devono essere gli altri a indicarmi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per me. Queste catene “imposte”, mi hanno sempre portato a stati di ansia, depressione, attacchi di panico che galleggiavano nella mia mente tra i sensi di colpa e la ribellione, tra il “faccio come cazzo mi pare” e il “tutti ce l’hanno con me”. E con tutti questi pensieri che tagliavano nella mia mente,  venivano fuori varie malattie psicosomatiche che mi torturavano il corpo. Malattie che, con il senno di poi  ho capito, altro non erano che chiari messaggi per attirare l’attenzione su di me, per cercare l’approvaziane dagli altri, per ciò che non approvavo di me stessa.  Già, perchè ansia, depressione, attacchi di panico, non sono altro che l’eccesso di mancanza di autostima. E quando non hai autostima non hai niente.

Poi la svolta. Grandi cambiamenti positivi nella mia vita, che comunque hanno portato tante cose negative,  hanno accentuato tutti i miei problemi. Ma si sa, dobbiamo toccare il fondo per darsi la spinta giusta per poter riemergere. O come dico sempre io, quando l’allievo è pronto il maestro appare. E il maestro è apparso. Anzi La Maestra. Quasi quattro anni. Un impegno non indifferente. Quasi quattro anni, per essere una donna libera. Libera da se stessa e dai suoi fantasmi. Libera di essere quella che sono, senza sensi di colpe, e seghe mentali. Libera di scegliere, libera di amarsi. Non ringrazierò mai abbastanza la Dott.ssa Celli, per ciò che è riuscita a fare con me. Non finirò mai di ringraziare la mia psicologa, che per quattro anni mi ha accompagnato nella mia metamorfosi, insegnandomi ad avere un’opinione diversa di me stessa, insegnandomi ad essere quella che realmente sono, e non quella che gli altri vogliono.  Non finirò mai di ringraziare la mia Dottoressa, per avermi aperto la mente e avermi reso una donna libera. Perché con lei ho imparato, che niente è impossibile. Molti pensano che andare dallo psicologo sia quasi una vergogna, in quanto è ammettere di avere dei problemi. O come dicono dalle mie parti ” dagli psicologi ci vanno i grulli”.  Ebbene, sono strafelice di essere stata grulla. Ma adesso sono io che faccio diventare “grulli” gli altri. Perchè io sono Felice.

A chi mi dice che io sono solo una persona fortunata, rispondo che, si è vero, Io Sono Una Persona Fortunata.  Ma la mia fortuna me la sono costruita con le mie mani, con il mio sudore. Con Il Mio Dolore. Giorno per giorno, cadendo, rialzandomi. Piangendo, lottando, a volte anche sputando sangue. Ma a combattere le battaglie più difficili, sono sempre stata da sola. Certo che sono una persona fortunata. Perchè ho tutto quello di cui ho bisogno per essere felice. Me Stessa. Perchè la Mia felicità, non può dipendere da nessuno. Altrimenti non sarebbe la Mia. La Mia felicità, dipende solo da me stessa.

Torniamo alle regole. Le Mie Regole. Regole che ho coniato sulla mia pelle, che mi hanno comunque lasciato cicatrici ma mi hanno reso più forte. Regole che hanno fatto di me una guerriera. Perchè non c’è motivo migliore che combattere per se stessi.  Regole che sono i miei comandamenti.

Regola N.1 

Prima di me stessa non c’è nessuno.

Regola N.2 

– Selgo io per prima. Non devo dare agli altri la possibilità di scegliere per me.

Regola N.3 

– Chi segue gli altri non sarà mai primo.

Regola N.4 

– Non permettere che il giudizio degli altri, ti faccia giudicare qualcuno.

Regola N.5

  – Conta sempre fino a 10, poi spara.

Regola N.6 

– Non andare contro ciò che detesti, ma vai incontro a ciò che desideri.

Regola N.7 

– Meglio chiedere scusa dopo, che il permesso prima.

Regola N.8 

– Per camminare sempre a testa alta, bisogna saperla abbassare.

Regola N.9 

– Non raccontare mai i cazzi tuoi, a chi ti racconta quelli degli altri.

Regola N.10

– Rendi sempre il doppio di ciò che ti viene dato.

La vita va vissuta. La vita è Unica, come unici sono i suoi giorni, i suoi momenti. Ed ogni momento vale la pena di assaporarlo sino in fondo perchè non ritornerà. Ogni lasciata è persa. Ed io ho deciso di non lasciare niente. Perchè io Sono VIVA

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Rieccoci a Natale

ALBERO

Già, rieccoci a Natale. Essendo atea, contrasto molto le feste religiose. Ma adoro l’atmosfera natalizia, perchè le persone a cui voglio bene la vivono con entusiasmo, e io adoro vederle contente. La tradizione dell’albero, e come sempre il nostro è alternativo: quest’anno l’abbiamo decorato con gli origami.  Il presepe, che nonostante vorrei non averlo in casa, (sempre per ovvi motivi di ateismo) devo riconoscere che Enrico e Maya, questa volta hanno fatto un bel lavoro. Regali e regalini da incartare, perchè come tutti gli anni dico di non fare niente a nessuno e poi sempre di più dell’anno precedente.

Insomma, cerco di vivere al meglio questo periodo, godendomi ogni cosa. D’altra parte, non si può sempre essere contro. Si consuma troppa energia a contraddire sempre tutto. Si lo so, che ci sono persone  che non hanno nulla da festeggiare,  per svariati problemi, in primis la salute. E ce ne sono anche nella mia famiglia, purtroppo. E si potrebbero elencare, decine e decine di situazioni, per cui sarebbe bene che il Natale non arrivasse mai. Ma so anche, che non è perchè io sono allegra per questa atmosfera,  che gli alri hanno problemi. E so anche che, se evito di essere allegra, gli altri hanno sempre gli stessi problemi.  So benissimo, che la vita è una ruota che gira, e che anche io potrei ritrovarmi in una brutta situazione. In fondo, ho già passato un Natale (2004)  sola come un cane, ma non per questo maledivo le persone che erano felici.  E’ una forma di egoismo la mia? No. E’ un modo di vivere la vita. Per qualcuno può essere sbagliato.  Preferisco essere sincera che essere una finta buonista: ce ne sono già troppi in giro.

Io comunque, faccio gli auguri. Poi, come dice un mio contatto FB, che tra l’altro stimo, c’è sempre qualcuno che s’incazza, per un motivo o per un altro. Quindi, fate come credete, io ve li faccio, e con il cuore,  se non li volete però non rompete i coglioni.

BUON NATALE.

 

 

 

FESTA A SORPRESA (con sorprendente dichiarazione finale)

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Eh si! Le feste a sorpresa mi piacciono da morire. Mi piace l’emozione che trasmettono mentre le crei, le plasmi, le organizzi. Si, perchè io sono quella a cui piace organizzarle.  E quest’anno mi sono divertita un sacco, con la prima organizzata a giugno, a Correggio. E’ stata davvero fantastica.  Ma quella di sabato ha superato tutte le aspettative. Ho superato davvero me stessa. in tutto!

Dunque, il 4 dicembre è il compleanno del mio compagno. Da tempo avevo pensato di regalargli una bella festa a soprpresa, ma non è facile con lui. Magari all’ultimo minuto arriva e ti dice: questo fine settimana andiamo a Milano alla fiera. (Cazzo, l’Artigiano in Fiera c’è sempre in questo periodo). Ma quest’anno ero intenzionata più che mai. Da metà ottobre, avevo già cominciato a contattare alcuni amici. L’idea era quella fargli trovare tutti all’interno del ristorante dove si sarebbe svolta la cena. Poi il colpo di genio. Una mattina, una collega parlava della caccia al tesoro, in giro per la città,  che aveva  organizzato per la sorella, facendole trovare i regali di compleanno. Wow. Che idea! . E quando mi si accende la lampadina, non mi ferma nessuno. Divento una macchina da guerra. CACCIA AL TESORO.  E caccia al tesoro sia. Con qualche variante: i tesori da trovare dovevano essere tutti gli amici che avrebbero partecipato alla cena. Pronti? Attenti? Via.    Esattamente 11 giorni prima della data fissata per la cena a sorpresa, ho creato il gruppo dei partecipanti su wa. A tutti ho chiesto di indicarmi un indizio, che il festeggiato avrebbe collegato ad ognuno di loro.  Ed è cominciato il mio lavoro. In giro per il paese ho cercato  “i nascondigli”. Fatto l’itinerario, in modo che non si potessero incontrare “i tesori”. Ho fatto delle buste, dove all’esterno avevo incollato la foto o  il disegno dell’indizio, all’interno le indicazioni per trovare il nascondiglio. Non ho dormito per giorni, ma ne è valsa la pena. A lui avevo detto che saremmo andati a cena fuori, in un locale dove facevano una cena con spettacolo. Non ha mai sospettato di nulla, Ah questi uomini!

E’ arrivato il giorno. Tutto era pronto. Si avvicinava l’ora X, ed io non stavo più nella pelle, per l’emozione e per paura che qualcosa andasse storto. Poco prima della partenza, mi sono chiusa in bagno in preda al panico totale: ho cominciato uno spippolamento da urlo su wa, con tutti gli amici. Se non mi è preso un infarto è stato un miracolo. Ok.. Ci siamo. pronti sulla porta per uscire. La prima busta. Quella con le istruzioni. Messaggio su wa: siamo partiti.

E’ stato fantastico vederlo così emozionato e impacciato. Ma la sorpresa finale, è stata degna dei migliori romanzi d’amore. Ed è stata una sorpresa anche per me, perchè non era premeditata. Arriva il momento della torta. Gli avevo fatto preparare una torta a forma di diamante. con scritto sopra: Un Diamante è Per Sempre. Mi ero preparata un bel discorso da fare, su di noi, su come mi ritengo fortunata a essere al suo fianco, ecc ecc. Ma dalla mia bocca è uscito tutt’altro ( e mi sono fregata).

E così, davanti a tutti gli amici, e davanti agli altri clienti del ristorante sono riuscita solo a dire (ma quanto avevo bevuto?!?!) :

“Tu, già me lo hai chiesto tre volte, ed io ti ho sempre risposto di no. Stasera sono io che te lo chiedo: MI VUOI SPOSARE?”

E tra gli applausi la sua emozione, che scendeva giù dagli occhi.

L’OSTE CARLO…

Non potevo non ricordare, un uomo speciale. Sono passati già tre anni, e sembra ieri…

Grazie, per avermi accolta come una figlia, grazie per tutto quello che, anche indirettamente mi hai insegnato.  Ho fatto mie, le tue parole, e non c’è giorno che ricordi a me stessa che:

NON HA SENSO UNA VITA, CHE NON E’ VISSUTA COME TU AVRESTI VOLUTO.

01 novembre

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Una riflessione che ho maturato dentro di me: in questi giorni i cimiteri sono stati strapieni di gente,  di fiori freschi, di tombe tirate a lucido. Un gran chiacchericcio tra le persone, che scambiano il giardino delle anime, con la piazza del mercato: “oh guarda chi c’è” “è da tanto che non ti vedo” (sicuramente dal I° novembre dell’anno prima) ” a casa come va” ” i figli che fanno” ecc. ecc.

Non amo andare al cimitero in questi giorni, proprio per questo, e comunque ci vado molto raramente, e sempre in orari in cui non c’è quasi nessuno. E nel silenzio, guardo le foto delle persone che conoscevo e che non ci sono più: ognuno con la propria vita, ognuno con la propria storia, che si può essere intrecciata con la mia vita e con la mia storia. Difficilmente mi assale la tristezza, perchè sono consapevole, che in questa vita, come si dice, siamo di passaggio.  Profondo rispetto, per  chi non c’è  più. Questo sempre e comunque.  Ma non riesco a dire “poverino” solo perchè è morto, a chi in vita è stato uno stronzo. Questo consentitenelo. Io non ho bisogno di andare al cimitero per ricordare le persone a cui ho voluto bene: le persone a me care, le porto sempre nel mio cuore, e le ricordo quasi ogni giorno.

E sono sempre più convinta, che bisogna andare a trovare i vivi, e non aspettare il I° novembre, per fare chiacchericcio sulle tombe dei morti.

Amen.

 

 

Il mio Campovolo

Ci siamo, é arrivato IL GIORNO DEI GIORNI.
É un giorno speciale, pieno di emozioni incontrollabili: amici da incontrare, nuovi amici da conoscere, le risate, l’allegria, la festa. Perché questi eventi sono sempre una festa, e oggi in particolar modo é una festa annunciata. E poi, a fine giornata LUI, a far esplodere quella miriade di emozioni stratosferiche che solo LUI ci fa provare.
Balleremo sul mondo, come solo LUI ci fa ballare.. Ogni centimetro della mia pelle sarà in preda a un godimento puro, dinisibito, estroverso e appagante.
Auguro a tutti i miei Liga Amici, un giorno bellissimo, da portare nel cuore per sempre.
Perché oggi è un giorno speciale.
Perché Campovolo non è un concerto.
Campovolo é CAMPOVOLO!!!

Con questo post su Facebook, alle 5,55 di sabato 19 settembre 2015 è cominciato  il giorno dei giorni. La festa tanto attesa. E’ stato un giorno memorabile, che resterà impresso per sempre nella mia anima e nel mio cuore.  Per sempre. I concerti di Luciano mi mettono sempre questa andrenalina dentro, ma Campovolo è un fatto a se. E poi quest’anno che era un anniversario importante, anzi tre anniversari importanti: 25 anni di carriera, 20 anni dall’album Buon Compleanno Elvis, 10 anni dal primo Campovolo.  Posso dire con orgoglio di festeggiare le nozze d’argento con Luciano. Si perchè io mi sono innamorata della sua musica (e diciamola tutta,  anche di lui) sin dal primo momento, quando in radio ho sentito per la prima volta :

Siamo della stessa pasta, bionda, non la bevo sai
ce l’hai scritto che la vita non ti viene come vuoi
ma è la tua e per me è spaciale, e se ti può bastare sai
che se hai voglia di ballare, uno pronto qui ce l’hai.

E se era pronto Lui, figuriamoci io. E’ strano, come da quel momento è cambiato il mio “io” interiore. Io, che sino a quel momento ero fatta di “Albechiare”, “Fegati spappolati”, io che “andavo a letto la mattina presto e mi svegliavo con il mal di testa”, io che volevo una “Vita Spericolata”. E mentre l’altro mi  cantava ” Che cos’è stato, cos’è stato a cambiare così?” cominciavo a ballare sul mondo.

Per noi “Ligalizzati” Campovolo credo che sia considerato il tempio del nostro dio, o almeno per me lo è.   Campovolo si vive, si respira, si accarezza. Campovolo si gode in ogni momento della giornata. E’ stupendo guardare le persone che arrivano, con sorrisi compiaciuti, con espressioni esultanti e gioiose. Perchè tutto ti mette allegria. Anche stare stravaccati in mezzo alla strada, con uno striscione, con il “nostro striscione” per terra. E guardare decine e decine di ragazzi e ragazze che si fermano compiaciuti a leggere, e a farsi le foto.  Marco, una persona veramente speciale, che nonostante tutte le amarezze che la vita gli ha dato, è riuscito ha creare un gruppo, di quasi tremila persone, uniti da due grandi e uniche  passioni: Luciano e l’Amicizia.  Era il 16 luglio 2014, quando a Firenze,  da amico “virtuale”, Marco è diventato per me un amico “in carne e ossa”, e con lui via via sono arrivati gli altri, Valerio, Silvia, Pasquale, e poi ancora Sara, Silvia, Alessandra, Daniela, Luciana, Angela, Nino, Christian, Ivan, Marzia…  Perchè nel nostro gruppo si formano dei legami fantastici. Ci tiene in contatto Facebook, ma è una vera festa incontrarci ai concerti, (e non solo)  abbracciarci,  scherzare insieme, divertirci. E Marco sta dando anima e corpo per tutto questo.  Noi del “gruppo” lo consideriamo un po’ il nostro “capo” ed io personalmente,  non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto incontrare persone così meravigliose.

E’ ora di entrare nel Pit Bar Mario”.  Ore 19 di sabato 19…. Siamo dentro! Le foto, i selfie, le risate. L’emozione sale. E il tramonto fa il suo spettacolo. E l’emozione continua a salire. Si vede la luna persino da qui, nel buio che pian piano si fa strada. Ci buttiamo nel mezzo. Si spengono le luci. Puntuale come sempre. Ore 20.30. Il delirio ha inizio. Brividi sulla pelle. L’emozione è ormai esplosa. Come le mie immancabili lacrime di inizio concerto. Ormai è un rito. Lacrime di gioia che mi solcano il viso. Parte la musica. Cazzo, eccolo! Con il suo sorriso inimitabile. L’urlo liberatorio. Ora le lacrime si fermano perchè ora,  BALLIAMO SUL MODO.  E’ si, l’orgasmo è partito, e finirà dopo oltre tre ore e mezzo!

E anche sabato 19 settembre:

Eravamo dove dovevamo essere.
Siamo stati come dovevamo stare.
Abbiamo fatto cosa dovevamo fare.
E ancora una volta:
Grazie LUCIANO!