Le Perle di Patry

Perle di saggezza e cazzate con le Perle

Posts from the ‘Spunti di riflessione’ category

Lettera ad una futura madre

bimbo-gravidanza-nascita-neonato-mano-manina-620x400-600x300

Da donna a donna. Da una madre ad una futura madre.

Dedicato ad una persona speciale.

Un bambino non è una scelta. E’ un atto d’amore. E come tale porta amore e vuole amore. Incondizionato. Essere mamma è una missione importante e unica.  La tua vita, cambierà radicalmente con la sua nascita. E la sua nascita non sarà una passeggiata. Niente sarà più come prima. Niente. Lui verrà sempre prima di tutto, e prima di tutti. Anche prima del tuo compagno. E questo potrà creare incomprensioni, contrasti, allontanamenti. Tutto dipenderà da te, e dalle tue capacità di saper tenere separati il ruolo di mamma, da tutti gli altri ruoli. Ricordati però che se non stai bene tu, non staranno bene nemmeno le persone vicino a te. Tutti vorranno insegnarti come si deve fare. E tutti ti diranno una cosa diversa. Ma il mestiere di mamma non si può insegnare. Si può solo vivere. Manda tutti all’inferno e ascolta solo il tuo cuore, perché solo il tuo cuore ti farà fare la cosa giusta. Un figlio è un atto di coraggio, e di coraggio ne dovrai avere da vendere, per crescerlo,  per difenderlo, per educarlo, per proteggerlo. Ricordati che tuo figlio sta vivendo le tue stesse emozioni, e quando nascerà rivedrai in lui, tutto quello  che hai vissuto in questi nove mesi.  E così sarà anche dopo la sua nascita. Perché c’è un legame sottile tra madre e figlio che nessuno può vedere. E che nessuno può eliminare. Le tue lacrime, saranno i suoi raffreddori, la tua rabbia saranno le sue infiammazioni. Le tue paure saranno i suoi ostacoli. Le tue certezze, saranno le sue vittorie. E così sarà sino all’età dell’adolescenza. Il tuo compito è quello di insegnargli la vita. Dovrai insegnargli il rispetto, prima di tutto  per se stesso; dovrai insegnargli a rialzarsi dopo una caduta. A non mettersi mai in ginocchio per nessuno. Dovrai rimproverarlo in privato, e  difenderlo in pubblico. Ma non chiudere mai la porta a tuo figlio, perché non farai male a lui ma a te stessa. E saranno cicatrici che ti resteranno in eterno. Ricordati che i figli non si fanno per noi stessi, ma per il mondo, e fai in modo che i tuoi giudizi o pregiudizi non influenzino mai le sue scelte. Accompagnalo anche nei suoi errori, perché è da quelli che imparerà le cose giuste. E poi dovrai dargli le ali. Per volare in alto. Verso i suoi sogni.

Anche se,  sarà lontano da te.

Salva

Il senso di colpa

988930_408367582660088_1724068945088703448_n

In psicologia il senso di colpa è un sentimento umano che identifica  chi è colpevole, reale o presunto, di trasgressioni a regole morali, religiose o giuridiche. e manifesta a chi lo prova come un disgusto, una disapprovazione, una condanna verso sé stessi. Questo sentimento si manifesta spesso, con un senso di responsabilità, che accompagna la libera scelta delle nostre azioni.  Infatti la psicoanalisi sostiene che  prima si obbedisce alle regole per la paura di essere puniti o di perdere l’affetto delle persone da cui si dipende poi, crescendo, aumenta la consapevolezza e il dispiacere di aver fatto del male agli altri o a sé stessi e nasce il sentimento di responsabilità e il desiderio di riparare al danno causato. Il senso di responsabilità o senso del dovere significa essere consapevole del male compiuto e/o del proprio essere in quanto segnato da questo male. Il senso di colpa,  quando è conscio e motivato da azioni ritenute malvagie, realmente compiute, è riferibile a un meccanismo della coscienza evoluta che ci avverte di un disagio per aver infranto delle regole e ci stimola dunque a porre rimedio alle conseguenze dannose dei nostri atti. Vi è anche un senso di colpa inconscio, determinato da sconosciute motivazioni irrazionali o fantasie,  che differisce dal conscio,  assumendo quello di un’emozione che debella  la nostra autostima e la sicurezza in noi stessi al punto di generare alcune patologie psichiche come ansia e depressione.

Tralasciamo questi ragionamenti freudiani, per venire al succo della questione (o al nocciolo se preferite). Il senso di colpa non è altro che “un peccato” tramandato  per millenni,  sotto forma, appunto,  da regole morali e religiose, da credenze antiche, da pregiudizi e da superstizioni, che il nostro cervello ha assimilato. La colpa e il peccato non sono altro che forme di controllo, sugli altri e su noi stessi.  Ma chi decide cos’è una colpa o un peccato?  Chi decide cos’è bene e cos’è male?

Soprattutto, chi può decidere che cosa è bene o che cosa è male per me stessa, se non appunto io stessa? Perché devo sentirmi in colpa per una qualsiasi situazione che sto vivendo, se sono io ad averla voluta o ad averla scelta? No grazie. I sensi di colpa li lascio a colore che trovano giovamento a infliggersi, o a farsi infliggere punizioni. Li lascio a coloro che credono  che basta pentirsi per sciogliere le proprie colpe.  Li lascio a coloro che confessano i propri peccati per avere l’assoluzione, per  poi ricommettere il solito sbaglio, il solito peccato appunto.

Io sono, e voglio restare Libera. E se la mia libertà finisce dove comincia quella degli altri, anche la libertà degli altri finisce dove comincia la MIA.

 

Il coraggio

 

Se non si accetta la sfida data dal vivere nell’insicurezza, nessuno potrà mai togliere e gettare via le proprie maschere false e le proprie finzioni, ne potrà essere libero dai pregiudizi che ha adottato per sentirsi sicuro. Non è forse in nome della sicurezza che ci presentiamo per ciò che non siamo? Tutte le nostre qualifiche, non sono forse strategie che aiutano a sentirsi sicuri? La persona altezzosa si atteggia a umile, la persona avida si veste come chi ha rinunciato a tutto, chi sfrutta si compiace nel fare la carità, l’assassino si abbandona alla retorica della pace, e le menti cariche di odio parlano il linguaggio dell’amore.

(Osho)

Cos’è la vita?

VITA-5

Cos’è la vita? Una preziosa opportunità, ma solo per coloro che riescono a farsi coraggio, a operare con determinazione e a compiere uno sforzo.

Cos’è la vita? Una sfida benedetta, ma solo per coloro che l’accettano e si confrontano con essa.

Cos’è la vita? Una lotta estrema, ma solo per coloro che raccolgono tutta la loro forza e lottano sino alla VITTORIA.

Cos’è la vita? Un grande risveglio, ma solo per coloro che combattono contro il proprio sonno profondo e contro la loro inconsapevolezza.

Per tutti gli altri è solo una morte lenta. La vita diventa ciò che ne facciamo. La vita non viene data, la vita deve essere conquistata. La vita non è destino. La vita è CREAZIONE.

Se la vita è un’esperienza di sonnolenza, dovremmo comprendere di aver fatto qualcosa che l’ha fatta addormentare. Se la vita è un’esperienza di dolore, dovremmo comprendere di aver fatto qualcosa che l’ha resa dolorosa.

La vita è un eco di ciò che siamo.

La vita non è altro che il nostro riflesso.

(Osho)

Io aggiungo che: La vita è una pietra preziosa. Un gioiello unico, da custodire gelosamente e da esibire con orgoglio, perché anche gli altri ammirino il suo splendore. (Le mie poesie: Dentro di noi)

 

Niente succede a caso…

fengshui-d943c

Oggi, è uno di quei giorni in cui sento la necessità di avere delle risposte. Forse per situazioni emotive e affettive che si sono manifestate intorno a me. Il mio metodo è sempre quello del libro a caso, pagina a caso. Ma stamani ho “fortemente voluto” un libro che parlasse di Buddismo, perché nonostante non sono più praticante, ne credente, le grandi risposte della vita le ho sempre trovate negli insegnamenti buddisti. (E di questo credo che una coppia di miei amici carissimi ne saranno felici).

Finché non avrà trasformato il suo karma, i problemi la seguiranno ovunque andrà. L’insegnamento secondo cui la felicità esiste al di fuori di noi, appartiene alla scuola Nembutsu. Il Buddismo di Nicheren Daishonin, al contrario, ci permette di trasformare il luogo in cui viviamo…

L’ambiente cambierà conseguentemente alla trasformazione del suo stato vitale. Questo è il principio d’identità di persona e ambiente (esho funi). “Il grande palazzo della felicità è all’interno del suo cuore. La sua fede è la chiave che le permetterà di aprire le porte di quel palazzo” (Daisaku Ikeda: La nuova rivoluzione umana vol 1)

Inutile scappare, il problema ci seguirà, perché è dentro noi stessi. I problemi esistono, ed esisteranno sempre fino a quando non abbiamo il coraggio di attraversarli per comprendere l’insegnamento che ci offrono. E di questo, dobbiamo farne tesoro. Perché niente succede a caso.

La mia trasformazione interiore va avanti. La fede che ho acquisito negli ultimi anni, è la fede in me stessa, perché ho imparato che non esiste nessun essere supremo che può risolvere i miei problemi o che può rispondere alle mie domande. Tutto dipende da me. Nella buona e nella cattiva sorte.

Tutto dipende dalla nitidezza della mente, e dalla limpidità del cuore.

Il coraggio e la paura

fengshui-d943c

Rubo una frase, appena letta su una pagina Facebook:

E tutta questa gente che sta insieme senza amore, e non ha il coraggio di cambiare.

E tutta questa gente che si ama e non sta insieme, e non ha il coraggio di rischiare.

Ricordatevi:

ONLY THE BRAVE

Il nostro specchio

Spesso mi capita, di prendere un libro a caso, aprire una pagina a caso, e leggere un rigo a caso,  una frase, un paragrafo. E spesso succede, che quello che ho letto, mi aiuti ad affrontare un qualche problema che si presenta durante la giornata, o mi da la risposta ad una domanda che mi  martella in testa.

Questa mattina, aprendo un libro che ho comprato pochi giorni fa, mi si è presentato davanti un argomento a me molto caro: L’altro è lo specchio.

Nel paragrafo che ho letto questa mattina c’è un paragone fantastico:

Esistono solo due vie, per sfuggire al dolore di riuscire a vedere con un solo occhio: o curi il tuo occhio malato, oppure immagini che gli altri li abbiano persi entrambi. Di certo la seconda soluzione è la più facile, perchè in quel modo non si deve fare nulla: è sufficente immaginare.

Già, è sempre facile vedere i difetti degli altri! Perchè noi siamo perfetti, impeccabili. Noi siamo superiori. Ma questa è solo mancanza di coraggio. Si, perchè ci vuole coraggio per dire ho sbagliato. Ci vuole coraggio per ammettere che abbiamo dei difetti. E ci vuole coraggio per migliorarci.

Nel mio periodo di pratica Buddista (non pratico più, ma sono grata a tutto quello che ho imparato in quel tempo) è stato l’insegnamento  che maggiormente mi ha colpito, e che maggiormente mi ha aiutato a rimuovere i veleni che accumulavo dentro me stessa, : gli altri sono il nostro specchio. Quello che non vediamo in noi lo vediamo negli altri. I difetti che vediamo negli altri, sono i difetti che non vogliamo vedere di noi. Ciò che non vogliamo vedere in noi lo vediamo negli altri.   Questo concetto è stato “usato” in molte discipline e da molte persone. Hermann Hesse, ad esempio,  ce lo spiega con uno dei suoi tanti straordinari pensieri: “Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che è dentro di noi”. In poche parole ci spiega come tutto ciò che nel mondo ci piace, tutto ciò che ammiriamo e che ci procura delle belle sensazioni, in realtà sta rispecchiando aspetti di noi che abbiamo già integrato, che si trovano al nostro interno. Allo stesso modo, tutto ciò che nel mondo ci procura fastidio e che non sopportiamo, non è altro che il riflesso di quei lati della nostra personalità che ancora non accettiamo e rifiutiamo. Il gioco degli specchi, che le persone intorno a noi ci mostrano per riflettere noi stessi, sembra che ci venga tramandato da un antico popolo: Gli Eesseni.  i sette specchi Esseni sono un’ottima base su cui riflettere.

Ogni volta che rifletto su questo, mi accorgo dei miei errori, dei miei difetti, delle mie mancanze.

Ci vuole coraggio ad avere le palle!!!

 

 

 

Storia Zen

Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?”, domandò il samurai. “A chi ha tentato di regalarlo”, rispose uno dei discepoli.
“Lo stesso vale per l’invidia, la rabbia e gli insulti”, disse il maestro: “Quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li portava con sé”.

Ho appena trovato, per caso, questa chicca….credo non ci sia bisogno di aggiungere niente…..